Aieta, le cui origini risalgono al medioevo, è un delizioso paese collinare che dista dal mare solo 10 Km (520 mt s.l.m.), e conta attualmente circa 800 abitanti. Si raggiunge da Praia a Mare percorrendo una strada molto panoramica dalla quale si può cogliere tutta la vista del golfo di Policastro. Un mondo rimasto miracolosamente fuori dagli stravolgimenti della modernità. A chi non  conosce bene la Calabria può riservare delle grandi e piacevoli sorprese. Al di là dei più noti e non sempre lusinghieri stereotipi che la riguardano, questa regione vanta senza alcun dubbio una serie di bellezze e contrasti naturali non comuni in altre parti d’Italia: coste rocciose interrotte da splendide spiagge , che lambiscono l’azzurro del Mediterraneo , dietro alle quali si ergono, maestose montagne che precludono al paesaggio interno. È  proprio a ridosso di questi “mondi” che sorge Aieta, il cui territorio si affaccia come una bellissima terrazza panoramica tra il golfo di Policastro ed i primi contrafforti dell’Appennino Calabro, che, più all’interno, con i Monte Pollino, supera i 2000 mt. Dalle numerose tracce archeologiche, risulta che quest’area fu abitata fin dalla preistoria e successivamente colonizzata da genti di origini greco-minoica (il nome di Aieta trae infatti la sua origine proprio dal greco “aetos”=aquila, uccello che nidifica sulla roccia). L’attuale centro urbano risale ad epoca medioevale. Intorno all’anno mille, infatti a causa delle scorrerie di pirati saraceni, molti abitanti di Blanda (cittadina greco-romana ubicata su un colle tra le attuali Tortora e Praia a Mare) furono costretti a rifugiarsi in luoghi meglio difendibili dando così origini  al paese di Tortora (confinante con Aieta) e ai rioni Julitta (da Blanda Julia) e Cantogrande dell’attuale Aieta. Quasi contemporaneamente, gli abitanti dell’antica Ajeta Vetera dovettero lasciare il Monte Calimaro (896 mt) a causa di avversità naturali, spostandosi nell’attuale abitato. Dall’epoca della dominazione normanna in Calabria, quando signore di Aieta era Ruggiero Scullando fino al XVIII sec. La storia di Aieta è tutta costellata di passaggi di feudatari: i Lauria, i Martirano, i Cosentino ecc… Di fronte alla prepotenza dei signori feudatari i cittadini di Aieta fecero registrare anche momenti di reazione. Nel 1563, infatti sotto la guida di Silvio Curatolo, i cittadini di Aieta cercarono di riscattarsi dalle servitù baronali ma il tentativo fallì e Curatolo, per evitare le rappresaglie del barone Tommaso Martirano fu costretto a rifugiarsi in un podere di sua proprietà e da lui prese il nome dell’intera contrada. Le testimonianze monumentali che la storia ha lasciato in eredità ad Aieta sono legate soprattutto al periodo tardo medioevale e quello appena successivo come la chiesa di Santa Maria della Visitazione, del XVI secolo e più volte rimaneggiata; si presenta adesso a tre navate ed è dotata di numerosi affreschi e dipinti su tavola di particolare rilevanza artistica (scuola di Giotto), organo a canne appena restaurato; o come il palazzo del XVI sec. definito “raro maestoso esempio di Rinascimento nell’Italia Meridionale” con facciata realizzata ad opera di architetti toscani. Delizioso è il loggiato che si apre sullo stesso lato dell’edificio, da cui si gode una gradevole veduta sul golfo di  Policastro.

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